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Dal 25 maggio si sono riaperte le “frontiere”: il padel è tornato!

Dopo quasi 80 giorni di attesa, siamo tornati a giocare il nostro sport. Nel primo periodo, dal 4 al 18 maggio, solo gli atleti classificati prima e seconda categoria potevano allenarsi singolarmente, dal 25 maggio, via per tutti con riapertura dei centri sportivi e possibilità di giocare le partite.

E’ inutile dire quanto desiderato fosse questo momento. Per gli amatori, i giocatori e gli insegnanti è tornato il sorriso e la possibilità di giocare. La nostra macchina sportiva è ripartita ufficialmente.

E’ difficile dire quanti di noi abbiano vissuto un così lungo periodo di “stop”, sicuramente lo possiamo dire di coloro che hanno avuto infortuni gravi durante l’attività sportiva. Essi hanno ben impresso il concetto di “stop” e potranno dirci: “ora sapete come ci si sente!”. Ovviamente non è assolutamente paragonabile la sensazione, l’esperienza, poiché, in questo periodo paradossale, nessuno ha smesso di giocare per un infortunio, siamo stati bloccati da una pandemia. Una pandemia che ha fermato tutto, ha rivoluzionato le nostre abitudini e i nostri modi di vivere.

Infatti oggi andando a giocare, dobbiamo necessariamente rispettare le misure igieniche alle quali magari 3 mesi fa, nemmeno ci facevamo caso. Dal lavarsi le mani e sanificare i nostri oggetti personali con maggior frequenza, al cambiare continuamente l’overgrip della nostra racchetta. Anche il ricordarsi di portare sempre con noi i vari guantini, mascherina e gel disinfettante. Sembrano banalità, ma io nel borsone non ho mai avuto ne dei guantini, ne una mascherina ne il gel disinfettante, quest’ultimo forse, scavando, lo trovo nella borsa da sera. Ecco qui, la differenza di concetto: il gel igienizzante, lo porto nella mia borsa da sera, perché qualora dovessi, per caso, toccare oggetti o superfici non idealmente puliti, mi sporcherei le mani, e allora, con la mia boccetta di gel, probabilmente scaduta, le igienizzo e le pulisco. Adesso il concetto cambia: mi igienizzo le mani perché potrebbero essere veicoli del virus. Un concetto totalmente nuovo, è una condizione di necessità con la quale stiamo iniziando a convivere senza però, cadere nel maniacale chiaramente. Intendo dire che se per esempio, andassimo a cena in un ristorante, potrebbe diventare un incubo se:

Prendo le posate e inizio a pensare:

“Ma le avranno disinfettate?”

“Chi le ha usate prima di me?”

“Se adesso le prendo e le poggio sul tavolo, il tavolo non è pulito, mi prendo il virus e torno in quarantena!”

Se vado a pagare in cassa e inizio a pensare:

  • “Se pago con la carta di credito e il responsabile la tocca, senza guantino, la dovrò sicuramente disinfettare, ma così magari non funziona più!”
  • Se pago con i contanti? non penso nient altro, mi richiudo dentro casa direttamente.

Pensieri del genere sono normali lo so, ma anche destabilizzanti, per cui non facciamoci prendere dall’ansia, rispettiamo le semplici direttive e tutto andrà bene.

Arriviamo al campo con le dovute accortezze, mascherina, guantini, gel, overgrip pulito, rimanendo a distanza, tiriamo “due pallate” e divertiamoci.

Buona ripresa e Buon Padel a Tutti!

Io ho ricominciato così…

Carolina Orsi

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