Lo zapping in TV, su Internet, sulle App è diventato quotidiano. Il nostro pollice ha assunto un automatismo pazzesco nello scorrere, nel cliccare e nel premere, ed è proprio così che ho tratto ispirazione per questo articolo.

La parola più usata da noi, nel linguaggio di tutti i giorni, è la parola “cosa“. Comincerete subito a pensare se sia vero oppure no, ma in effetti questa parola la mettiamo ovunque, nelle domande, nelle affermazioni.

Non mi sorprende affatto, in effetti, perchè nella maggior parte delle nostre conversazioni, siamo generici.

Alter Ego: E quindi? E’ una cosa brutta?

Caro: No, assolutamente. Però se sei generica non posso capirti.

Alter Ego: Cos’è che non hai capito?

Caro: Quella cosa… dai!

Alter Ego: Ah si! Però è una cosa che non devi dire a nessuno. Ok?

Caro: Va bene, che mistero! Chissà che sarà mai ‘sta cosa!

Alter Ego: Allora… l’altra volta alla festa di Cosa là, come si chiama?

Caro: Rosa?

Alter Ego: Si brava! eh niente… Ero piuttosto alticcia e ho fatto cadere un vaso che ovviamente si è rotto. E.. ho cominciato a pensare a cosa avrei potuto fare.

Caro: E quindi cosa hai fatto?

Alter Ego: L’ho nascosto! Non so che cosa fare adesso. Aiuto! Non le ho detto nulla.

Caro: Sai cosa penso?

Alter Ego: Cosa?

Caro: Penso che la cosa giusta da fare sia chiamarla e raccontarle tutto. Non se la prenderà vedrai, dopo tutto sono cose che capitano!

L’essere generici probabilmente ci salva da molte situazioni in cui ci sentiamo a disagio, ma se vogliamo realmente interagire e farci capire, va da sè, che dobbiamo essere più precisi e specifici nelle nostre conversazioni e nelle nostre attività. Non è per nulla semplice, ne sono consapevole, ma sono i dettagli e le loro particolarità che fanno una storia.

Durante i miei allenamenti, mi capita spesso di “fare cesto”, ovvero colpire miliardi di palline per raffinare la tecnica e non soffermarmi sullo scopo dell’esercizio. Penso solo al fatto che devo concludere l’esercizio per passare al successivo, in attesa della partita finale che certamente è la cosa più divertente. Tuttavia, ogni colpo, ogni punto e ogni errore hanno un loro valore intrinseco e un loro contesto emotivo che, se approfonditi, potranno sicuramente fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. D’altronde, sappiamo bene che le partite si giocano su pochi punti, condizionati sempre dalle nostre emozioni, che probabilmente avremmo potuto razionalizzare già in precedenza.

“Nella vita non contano i passi che fai, nè le scarpe che usi, ma le impronte che lasci”.

Giusto?

Alter Ego: What?

Carolina Orsi

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